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Barsauma
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mwawBarsauma o Barsuma (ܒܪ ܨܘܡܐ Barṣawmā; ... – 491) è stato un vescovo siriaco, metropolita di Nisibi della Chiesa d'Oriente; fu promotore del sinodo di Beth Lapat, che convocò e presiedette nel 484.
Contents
• Note
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Biografia
Barsauma era stato prima allievo e poi docente alla mwcaScuola di Edessa, dove il suo méntore era stato mwcqIba, mwcgvescovo di Edessa. Barsauma venne scomunicato, assieme a Iba e ad altri religiosi, per aver appoggiato gli insegnamenti dei mwcwnestoriani, che erano stati dichiarati eretici al mwdaPrimo concilio di Efeso nel 431. Anche se Iba venne assolto dall'accusa di eresia, al mwdqConcilio di Calcedonia del 451, dopo la sua morte, avvenuta nel 457, i suoi collaboratori si ritrovarono espulsi una seconda volta. Barsauma e altri seguaci di Iba si trasferirono nell'mwdgimpero sassanide (mwdwPersia), dove la chiesa locale si era dichiarata indipendente dalla mweaChiesa di Antiochia.
Barsauma divenne mwegvescovo metropolita di mwewNisibi, una delle cinque grandi arcidiocesi della Chiesa d'Oriente. Divenne molto apprezzato dal re mwfaPērōz I (459-484), che gli affidò incarichi diplomatici presso corti straniere. Grazie ai molteplici viaggi che effettuò, Barsauma apprese il persiano e il grecocite-ref-1[1]. Barsauma fece ombra a mwgqBabowai, mwggcatholicos di Seleucia-Ctesifonte (la prima tra le arcidiocesi della Chiesa d'Oriente), che re Pērōz considerava un traditore poiché manteneva la comunione con le chiese greca e latina. Nel tempo le relazioni tra Barsauma e Babowai si andarono deteriorando e sfociarono in un conflitto sulla questione del matrimonio dei vescovi. Barsauma convocò nel mwgw484 un sinodo di vescovi dissidenti allo scopo di rovesciare Babowai. Il mwhasinodo di Beth Lapat votò la deposizione del primate, che portò alla sua condanna a morte per ordine di re Peroz.
Nello stesso anno morì Peroz I. Il suo successore non lo sostenne, preferendo appoggiare la candidatura del più moderato mwhgAcacio al vertice della Chiesa d'Oriente (mwhw485). Anche se non venne elevato alla carica di Catholicos, dalla sede metropolitana di Nisibi Barsauma sostenne leggi pro-persiane, contro le fazioni filo-romane, e promosse una teologia vicina al mwianestorianesimo. Nel mese di agosto 485 si tenne un sinodo a Beth Edraï (nei pressi di mwiqNinive), in cui Barsauma e Acacio si riconciliarono e accettarono di incontrarsi di nuovo per risolvere le questioni in sospeso.
L'anno seguente Acacio convocò un concilio generale a mwiwCtesifonte, al quale Barsauma non partecipò, dove venne deciso di approvare gli insegnamenti di mwjaTeodoro di Mopsuestia come dottrina ufficiale e il matrimonio di tutti i sacerdoti. Durante questo periodo, il mwjqmonofisismo si diffuse in tutta la sua arcidiocesi e Barsauma dovette affrontare l'ostilità di molti cristiani. Utilizzando le sue capacità diplomatiche, negoziò con Acacio al fine di mantenere il proprio titolo.
Dopo la chiusura forzata della Scuola di Edessa (489), su imposizione dell'imperatore bizantino mwjwZenone, Barsauma rifondò la mwkaScuola di Nisibi, che divenne il principale centro dei nestoriani in Oriente.
Note
cite-note-11. ↑ citereftreccani-medioevo-la-scienza-siriaca-introduzione-storia-della-scienzamwmgmwmwMedioevo: la scienza siriaca. Introduzione, in mwnaStoria della scienza, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2001-2004.
Bibliografia
• mwoaWigram, W. A., An introduction to the history of the Assyrian Church, or, The Church of the Sassanid Persian Empire, 100–640 A.D., Gorgias Press, 2004, ISBN 1-59333-103-7.
• Bar Hebraeus, Ecclesiastical Chronicle (ed. Abeloos and Lamy), ii. 72–8
• mwowWilliam Smith, Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1, Boston: Little, Brown and Company, Vol.1 pag.464-465, su perseus.tufts.edu.
Voci correlate